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SECOP EDIZIONI: POESIA DA INDOSSARE PER DARE UNA SPERANZA ALLE DONNE DETENUTE PDF Stampa E-mail

SECOP EDIZIONI:

POESIA DA INDOSSARE PER DARE UNA SPERANZA ALLE DONNE DETENUTE

La casa editrice di Peppino Piacente presenta alla XXII Fiera Internazionale del Libro di Torino la linea di borse realizzata in collaborazione con Made in Carcere

Torino – XXII Fiera Internazionale del Libro, padiglione 1, stand D 110

Lingotto Fiere, dal 14 al 18 MAGGIO

Stanno avendo un grande successo presso il pubblico, accorso negli spazi del Lingotto Fiere per la XXII Fiera Internazionale del Libro di Torino,le borse nate dalla collaborazione di SECOP Edizioni di Peppino Piacente con il marchio Made in Carcere e proposte nello stand di SECOP, D 110, del padiglione 1. È un sodalizio tutto pugliese, quello tra la casa editrice di Corato, in provincia di Bari, e il laboratorio nato all'interno della casa circondariale Borgo S. Nicola di Lecce, tutto al femminile.

SECOP Edizoni abbraccia, con l’entusiasmo e il coraggio che da sempre la contraddistingue, la causa di chi vuol dare una nuova possibilità di vita alle detenute dell’istituto penitenziario leccese e ha scelto di dare voce, con le frasi dei poeti pubblicati nelle sue collane, alle borse di Made in Carcere. L’iniziativa benefica, proposta per la prima volta a Torino, unisce in un inedito binomio l’afflato di libertà che per definizione anima la poesia con una linea di prodotti eco-solidali, che nascono a partire da ciò che gli altri scartano, dando allo stesso tempo un'altra chance alle detenute e una seconda vita ai tessuti, per spezzare il circolo vizioso della cultura dell'usa e getta. “È per noi un impegno importante quello di offrire un’occasione di riabilitazione sociale alle donne protagoniste della bella esperienza di questo laboratorio all’interno del carcere – spiega Peppino Piacente, editore di SECOP -. Ci interessa sensibilizzare la gente nei confronti di tematiche attuali e importanti, come già abbiamo fatto con la mostra FRATELLO AMBIENTE SORELLA ARTE da noi organizzata nel Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma, dedicata al tema dell’emergenza ecologica. L’altro nostro obiettivo è la promozione della lettura e della poesia. Per invogliare i più pigri a innamorarsi dei libri, noi proponiamo piccoli versi da indossare, che diventano preziosa decorazione di borse. Sono versi che colpiscono al primo impatto e ci rappresentano, occasioni di letture estemporanee, illuminazioni di poesia nel quotidiano”. Ce n’è per tutti i gusti: “Noleggiami un bacio che ho finito i datteri” è il verso tratto da “Malalingua” di Giusi Zitoli. “Il tuo corpo è la mia valigia, lì ho depositato le mie lacrime e i miei sorrisi”, scrive Gino Lo Caputo nel libro “Nei tuoi occhi… le parole diventano pietra”. “Lontano da ieri” di Primo Leone regala questa suggestione: “Questo cuore è un cantiere in disuso, operai in cassa integrazione”. “Vorrei tatuarti di me di segni invisibili al mondo” è l’illuminazione di Angela De Leo in “Il Gelso e le Rose”. “Due amanti, la luna e la prima stella” per Luciana De Palma, dal libro “Risacche”. “Come un libro si… voglio leggerti, sfogliarti una pagina per volta. Scorrerti seguendo ogni riga”, annota Carlo Versè in “Divento di vento”. Frammenti di bellezza, per darci una speranza e strappare un sorriso.

 
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